martedì 6 ottobre 2026

Le universitarie manifestano in molte città contro il patriarcato e contro la violenza della polizia contro le donne - "Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile"

Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo

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4 ottobre 2026

 

Oggi, 1° ottobre 2026, gli studenti della BHU (Banaras Hindu University) hanno organizzato una marcia di protesta dal VT fino all'incrocio MMV, sostenuta dall'unità di Varanasi della Bhagat Singh Students Morcha. Un gran numero di studenti della BHU — in particolare studentesse — si è sollevato contro il patriarcato.
L'aumento dei crimini contro le donne nel paese dimostra che il partito parlamentare al potere sfrutta questa questione solo per vincere le elezioni, mentre la sua vera agenda è saccheggiare e sfruttare il settore pubblico per i prossimi cinque anni. Se guardiamo a qualsiasi partito parlamentare, le sue file sono composte da leader che spesso sono stupratori — individui che godono della protezione statale. È una conseguenza del crescente fascismo brahminico Hindutva che le amministrazioni della BHU e di altre università incoraggino squadre di scagnozzi affiliati al BJP-RSS ad attaccare gli studenti. Proprio queste bande di teppisti e scagnozzi si muovono apertamente impunemente dopo aver molestato o violentato donne. Possiamo citare l'esempio recente di Swatantra Bhardwaj, o figure come Brij Bhushan, Prajwal Revanna, Asaram e Ram Rahim — insieme a vari altri guru religiosi e politici — che sono apertamente protetti dall'establishment al potere.
Sono state adottate misure preventive per impedire alle studentesse di unirsi alla marcia di oggi, eppure, riconoscendo la propria forza, si sono presentate in gran numero. Il campus della BHU non è sicuro per le donne; qui, quando le studentesse alzano la voce, il personale di sicurezza maschile le trascina, le picchia con i grandi bastoni, e le sottopongono a una sorveglianza morale. L'amministrazione universitaria stessa protegge questi autori; le denunce contro di loro non portano ad azioni e, al contrario, gli studenti subiscono molestie da parte di comitati disciplinari. I teppisti e gli scagnozzi presenti qui sono protetti, così come i professori che nutrono atteggiamenti anti-donne. Il patriarcato presente nella società è un prodotto del sistema di disuguaglianza economica. Pertanto, il patriarcato non può essere sradicato dalla società senza uguaglianza economica.
Il Bhagat Singh Students' Morcha invita tutti gli studenti, operai, professori e intellettuali a unirsi e intensificare la lotta contro l'ondata crescente del fascismo brahminico Hindutva; questa è la via verso la liberazione femminile.
Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile.
Distruggiamo il patriarcato!
Distruggiamo Manuvad!
Distruggiamo il brahmanismo!
Distruggiamo il feudalesimo!
Distruggiamo l'imperialismo!
Viva la rivoluzione!

Il Fronte Studentesco Rivoluzionario denuncia il tentativo di attacco dei fascisti hindutva al campus universitario

La repressione del governo indiano fascista hindutva di Modi non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi, si intensifica a mano a mano che le masse protestano soprattutto contro il governo che si mostra sempre più il governo della corruzione ad ogni livello e al servizio dei ricchi padroni delle multinazionali interne e internazionali che svende letteralmente il paese.

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Il Fronte Studentesco Rivoluzionario denuncia il tentativo di attacco dei fascisti hindutva di attaccare il campus universitario e chiede un immediato sit-in

4 ottobre 2026

Compagni, una banda di scagnozzi dell'RSS-BJP è arrivata oggi al campus del SRFTI per lanciare un attacco sotto la copertura di un 'raduno Jagaran indù'. Una grande folla è stata mobilitata per aggredire gli studenti. Prevedendo un altro attacco al SRFTI, l'Unione Studentesca ha inviato un'email alla polizia statale chiedendo la cancellazione del permesso per questo raduno e richiedendo misure di sicurezza attive per proteggere gli studenti; tuttavia, la polizia non ha fatto niente. Come era successo prima, i teppisti hanno iniziato a lanciare bottiglie e pietre contro gli studenti e stanno urlando insulti verbali. La situazione sta peggiorando. Chi è vicino, si rechi immediatamente nel campus. Rafforziamo la resistenza di massa per proteggere gli studenti e opporsi a questi scagnozzi dell'Hindutva.


giovedì 1 ottobre 2026

La Giornata Internazionale di Solidarietà e Lotta lanciata dal Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (ICSPWI) del 26 settembre, si è sviluppata in Italia in 9 città da Nord a Sud toccando vari settori in lotta.

 La giornata fa parte di una campagna internazionale prolungata lanciata nel marzo 2025 che sta toccando molti paesi in tutti i continenti, in particolare in questa congiuntura in cui mentre il regime fascista hindutva di Modi dichiara che la guerra di popolo diretta dal Partito Comunista dell'India (Maoista) è stata sconfitta militarmente tramite la genocida operazione militare Kagaar, in tutta la federazione indiana sono esplose decine e decine di proteste contro l'operazione Kagaar stessa e i brutali massacri delle popolazioni adivasi, contro gli omicidi illegali di compagni e guerriglieri assassinati in falsi scontri, contro le detenzioni di compagni maoisti ma anche attivisti democratici e progressisti che protestano contro tutto cio'.

Inoltre in India si sviluppano movimenti di protesta di massa contro il regime hindutva di Modi, uno su tutti l'enorme movimento studentesco autodefinitosi degli "scarafaggi", che è riuscito a far dimettere il ministro dell'istruzione.

Dopo questa vittoria assistiamo ad altre lotte nel campo dell'istruzione di collettivi studenteschi rivoluzionari come il Revolutionary Students' Front (RSF) o  il Baghat Singh Student Morcha che legano le lotte studentesche (come la repressione poliziesca nei campus universitari, l'ingerenza di gruppi estremisti indù legati direttamente al primo ministro, la corruzione in generale) alle battaglie rivoluzionarie, non ultima quella contro la pena di morte per i cosiddetti "Janagha 10" ovvero 10 compagni del PCI (Maoista).

Il mese scorso il regime di Modi ha quindi dichiarato che adesso la "guerra" si sposta dalle foreste alle città e l'obiettivo sono quelli che lui ha definito i "dimagi naxals" ovvero gli intellettuali naxaliti (maoisti).

Questa etichetta comprende tutti gli attivisti, non solo rivoluzionari, ma anche democratici e progressisti che osano denunciare e sfidare l'attuale regime hindutva di Modi che procede spedito verso l'hindustificazione della società indiana schiacciando tutti i movimenti di liberazione nazionale presenti, tutte le altre confessioni religiose e chiunque dissenta.

Sul piano esterno il regime hindutva in primo luogo salda la sua alleanza ideologico/strategica con l'altro regime genocida per eccellenza ovvero quello sionista, continua ad essere baluardo al servizio dell'imperialismo yankee per contenere l'espansione cinese in sud Asia, dall'altro collude con l'altro campo imperialista rappresentato da Russia e con lo stesso socialimperialismo cinese tramite l'alleanza economica dei BRICS per portare avanti il proprio piano di "sviluppo" interno verso un capitalismo non più dipendente (burocratico-compradore) ma compiuto (imperialista).

Tutto cio' e altro è stato portato nelle piazze e sui luoghi di lavoro in Italia dove la campagna si è sviluppata, inoltre in tutte queste iniziative è stato diffuso l'ultimo documento del PCI (Maoista) – Comitato del Nord "Celebrate the 22rd anniversary of the party’s formation everywhere with revolutionary zeal and enthusiasm!". Segue report.

mercoledì 30 settembre 2026

Sulla giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane del 26 settembre

Il 26 settembre, è stata la giornata internazionale di solidarietà e lotta con le masse indiane in armi e in lotta in questo Paese. È stata una giornata dedicata innanzitutto ai prigionieri politici nelle carceri indiani. L'India è il Paese con il maggior numero di prigionieri politici nel mondo. Se ne contano oltre diecimila e sono arrestati per mille ragioni perché dipendono da mille lotte contro il regime di Modi, che è un regime fascista, alleato e a servizio dell'imperialismo mondiale. E quando si dice imperialismo mondiale vuol dire che il regime di Modi è a servizio innanzitutto dei Paesi imperialisti della sua stessa natura, quelli più reazionari e fascisti, in particolare Trump e l'imperialismo americano e il regime sionista genocida israeliano di Netanyahu, ma anche dei regimi reazionari nei Paesi imperialisti, Modi è anche grande amico e alleato del governo moderno fascismo della Meloni. Ma Modi e il suo regime sono al servizio e legati ad altri Paesi imperialisti: la Russia imperialista con la quale mantiene rapporti militari e economici legati in gran parte ai problemi delle fonti di energie e non solo. Lo stesso rapporto con la Cina imperialista è di collusione e contrasto, perché chiaramente l'India si considera il grande rivale in tutta l'area e della Cina, ma nello stesso tempo vuole fare come la Cina, che vuol dire seguire le vie di sviluppo capitalistico imperialistico della Cina; ma nello stesso tempo, essendo in un'area complessa di contraddizioni interimperialiste, si mantiene le mani libere per quanto riguarda le alleanze imperialiste in funzione e nella prospettiva della guerra.

Detto questo, i prigionieri politici in India sono innanzitutto coloro che sviluppano la guerra di popolo, vale a dire il gigantesco movimento che ha raccolto decine di migliaia di combattenti e milioni di masse in lotta, tanto da parlare di “Corridoio Rosso”, cioè una serie di Stati e Regioni in cui la guerra di

popolo, guidata dai maoisti, è stata considerata ed è tuttora il principale nemico del regime di Modi. La “principale minaccia interna” è stata chiamata non solo dal regime di Modi, ma dall'imperialismo americano e da tutti coloro che sono con l'India collegati.

domenica 27 settembre 2026

Le manifestazioni in diverse città in occasione della giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre - Palermo

 

 a Palermo forte e combattiva manifestazione popolare nella giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre

 

Comunicato 
A Palermo in una delle principali e affollate vie del centro storico, frequentata in particolare da migranti e adiacente ad una delle sedi dell’Università di Palermo è stata fatta l’iniziativa del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India all’interno della giornata di solidarietà e di azione internazionale del 26 settembre.
Innanzi tutto protagonista è stata l’informazione, o per meglio dire la controinformazione sull’India e su ciò che succede in quel paese, che è di fatto inesistente in molteplici paesi compreso l’Italia imperialista. Molte persone che si sono fermate a guardare i cartelli/mostra, ad ascoltare gli interventi di denuncia costante al megafono o a parlare davanti al banchetto dei materiali, hanno confermato proprio questo aspetto e in diversi hanno ringraziato per aver fatto conoscere la condizione di oppressione/repressione subita dal popolo indiano, da parte del regime fascista di Modi, vedi la recente e criminale operazione Kagaar, così la riposta rivoluzionaria a tutto questo con la guerra di popolo guidata dal Partito comunista maoista dell’India, la questione dei prigionieri e prigioniere politici con l’appello a schierarsi in solidarietà per la loro libertà, la denuncia del governo fascista Meloni complice che stringe accordi economici/militari con regimi genocidari come quello di Modi, uno dei più forti alleati dello Stato nazisionista e genocida di Israele/Netanyahu, 
il migliore sostegno internazionalista al popolo indiano così come al popolo palestinese è lottare in questo paese a tutto campo contro il governo Meloni per cacciarlo. 
Dell’India ne parlano i media dei padroni e della borghesia al potere ma dal punto di vista dei loro interessi capitalisti e imperialisti e non dal punto di vista degli interessi del popolo indiano che si ribella e lotta contro una condizione di sfruttamento e oppressione pesantissima e per costruire con la lotta rivoluzionaria e la guerra popolare una società diversa non più basata sullo sfruttamento di classe. 
Il movimento in Italia in generale sottovaluta o non si interessa dell’India e di quanto accade in quel paese e questo non è un bene, è stato detto anche durante l’iniziativa, perché  solo guardando ai legami politici/economici che ci sono tra il governo Meloni e il governo indiano Modi con la sua alleanza stretta con il nazisionismo di Israele contro la Palestina e la resistenza del popolo palestinese, dovrebbe essere quasi naturale il sostegno internazionalista alla lotta, alla guerra di popolo rivoluzionaria del popolo indiano.
I compagni presenti sono stati tutti attivi nella distribuzione di centinaia di volantini dati ai passanti, tra i quali tanti immigrati (anche diversi turisti hanno voluto sapere e si sono fermati incuriositi dai pannelli).
Visto che il presidio si è tenuto anche davanti alla facoltà universitaria di giurisprudenza, ciò ha dato l’occasione di parlare anche con gruppi di studenti di diritti assolutamente negati in India per gli studenti pesantemente repressi (vedi il movimento degli Scarafaggi che ha però inferto un colpo al governo Modi costringendo alle dimissioni il ministro dell’Istruzione, la corruzione dilaga in quel ministero e non solo), diritti basilari negati ai lavoratori, contadini, alle tribù adivasi, alle donne che subiscono una violenza indicibile ma che in tantissime hanno trasformato questa violenza in leva per ribellarsi e unirsi alla guerra popolare, ma anche di diritto internazionale che in paesi come l’India o la Palestina di fatto non esistono. Apprezzato il legame portato anche con pannelli e locandine “dall’India alla Palestina”, e con i volantini diffusi. 
Sono stati diffusi due volantini in particolare, quello generale sulla situazione in India – guerra popolare e repressione del governo fascista hindutva -  e quello sulla lotta degli studenti che hanno messo in pericolo il governo Modi e costretto alle dimissioni il ministro dell’Istruzione.
Tra i materiali più importanti diffuso l’ultimo documento del PCI (maoista), mentre sul banchetto anche libri e dossier presi anche da alcuni partecipanti all’iniziativa e da alcuni passanti.


















 

a Taranto la giornata internazionale di solidarietà e lotta per l'India

la giornata si è fusa per due giorni con le iniziative contro la base navale nato e la guerra, e alla manifestazione regionale per la palestina a bari per chiudere il consolato israeliano/ 

striscioni, locandine e pannelli nella zona abitata da indiani e migranti di diversi paesi,...e non è finita prosegue con una assemblea il 29 
















La giornata internazionale di solidarietà e lotta per l'India del 26 settembre a Ravenna e al suo porto in lotta

a bologna affissione delle locandine in alcuni punti della città - non ci sono immagini

 
 Corrispondenza da Ravenna 

La voce della campagna internazionalista a sostegno della guerra di popolo in India si è fatta sentire all'assemblea di oggi a Ravenna del sindacato Usb, un'assemblea, a cui seguirà la mobilitazione del 30 ottobre che dai porti si estenda a tutti i lavoratori contro lo scaricamento dell'economia di guerra. una voce accompagnata dall'affissione della locandina, dal volantinaggio all'interno di una sala stracolma di persone e dall'intervento diretto.
Dell'India ne parlano i giornali dei padroni e i governi imperialisti ma di questa realtà non se ne occupano i movimenti, quello antimperialista, contro la guerra, della solidarietà alla Palestina, 
"e questo è un problema per noi", è stato l'esordio dell'intervento. "Voglio accendere un riflettore sull'India, sulla situazione delle masse rivoluzionarie e sul fascismo hindutva del regime di Modi.
IMEC è una tratta commerciale che collega sì Israele, l'Italia e l'Europa; ma il compagno nell'introduzione ha dimenticato di dire da dove parte: parte dall'India, stato importante per gli interessi geostrategici dell'imperialismo e che ci riguarda, riguarda l'Italia di Meloni, gli accordi commerciali del partenariato strategico e riguarda Ravenna che da marzo è entrata a fare parte di questo corridoio. 
Porti commerciali e, per quello che riguarda Ravenna, porto militare, (come dimostra la vicenda del ricorso delle dogane alla richiesta di conoscere quante armi vengono caricate/scaricate/in transito, in violazione della l. 185/90 e dell'art.11 della Costituzione) significano profitti e rafforzamento della politica estera dei governi, e nel caso di Modi significa genocidio delle popolazioni adivasi, attacchi violenti contro le minoranze, massacri, repressione contro il suo popolo, contro la guerra di popolo guidata dal Partito comunista dell'India (maoista) che è stato colpito duramente e la repressione sta continuando con arresti nelle università perchè Modi è ossessionato dall'ideologia maoista (dimagi nexal) che il Partito comunista dell'India (maoista) ha tenuto alta, in continuità con la grande rivolta di Naxalbari.
Il nostro governo è complice, Ravenna è complice, collaborazione economica e ideologia fascista comune ai governi".
Ho invitato l'assemblea a schierarsi con la guerra di popolo in India, a prendere posizione a sostegno della giornata internazionalista di solidarietà e lotta
nel video che segue tra gli interventi - quello per il compagno facente riferimento al comitato internazionale di sostegno della guerra popolare in india 

La giornata internazionale di solidarietà e lotta a Milano alla manifestazione di massa con intervento

 




Alla manifestazione, intervento alle masse partecipanti informando della giornata internazionalista a sostegno dei prigionieri politici in India, della repressione e dei legami Modi, Meloni e Netanyahu;  dentro la più generale tendenza alla guerra e il fascismo; proponendo un fronte unito contro la repressione... In alcuni passaggi i giovani presenti hanno applaudito. Al corteo sono stati distribuiti centinaia di volantini e la Dichiarazione del PCI maoista per il 22 anniversario della fondazione.

Assemblea informativa India verso la giornata internazionale di solidarietà e lotta del 26 settembre a Milano.

E’ stato fatto un breve quadro storico dalla rivolta di Naxalbari ad oggi del movimento rivoluzionario indiano e delle diverse campagne repressive scatenate con l’obiettivo di distruggere il PC dell’India e le masse adivasi in lotta per la difesa delle foreste in cui vivono dove si trovano enormi giacimenti di minerali che il governo ha svenduto alle multinazionali. In particolare, il regime Hindutva di Modi- esempio l’operazione Prahar- ha scatenato  campagne repressive   contro i rivoluzionari e le masse in lotta che hanno determinato l’attuale  stato di grave difficoltà che le masse e il partito comunista dell’India stanno attraversando. Modi ha dichiarato che l’insorgenza maoista è stata sul piano militare sostanzialmente battuta, ma questo non significa che è scomparsa. Modi  sottolinea che ora il paese, cioè il suo regime, fronteggia una nuova battaglia contro quello che viene chiamato “Dimagi naxal”, il movimento ideologico che fa riferimento al maoismo. Significa che settori significativi saranno oggetto di repressione.

Non poteva mancare il riferimento al fatto che il regime indiano è uno dei più importanti sostenitori di Netanyahu e della sua offensiva genocida in Palestina: dalla Palestina all’India: fascismo hindutva e sionismo hanno le mani sporche di sangue con il genocidio e la repressione sempre più feroce – una parola d’ordine che spiega bene il legame tra i due regimi.

Ma anche l’implementazione degli incontri  e dei rapporti commerciali tra la Meloni e Modi che ha visto lo sviluppo dell’IMEC; l’accordo di collaborazione militare. Attualmente 1.000 aziende sono reciprocamente presenti nei due paesi. E  l’India rappresenta un enorme bacino di lavoratori per l’imperialismo italiano nei settori STEM è previsto l’arrivo di 9.000 infermieri quando in Italia sono 1,3 milioni i disoccupati e circa 12 milioni gli “inattivi”.

Sono stati messi sul banchetto materiali informativi e ci si è chiesti come concretamente si possa intervenire per la difesa delle condizioni dei prigionieri e per la loro liberazione.

La giornata internazionale di solidarietà e lotta a Bergamo

La campagna India a Bergamo si è articolata in più fasi, in particolare con più momenti di propaganda con affissione dei manifesti della giornata internazionale; abbiamo iniziato a Bergamo città, poi nelle zone di Montello e in alcuni paesi vicini a forte presenza di lavoratori indiani.









 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo portato l'iniziativa dentro il movimento Palestina che aveva organizzato un presidio contro il  Ddl antisemitismo la repressione in centro a Bergamo, con una mostra per rappresentare la lotta e la solidarietà per la liberazione dei prigionieri politici dall’India alla Palestina, la campagna per fermare la pena di morte dei 10 di jhanagha, la repressione contro gli studenti e giovani del movimento di lotta degli 'scarafaggi', il sostegno al PCI maoista colpito ma che agisce per riorganizzare e riprendere la guerra popolare, la denuncia dei legami India Israele Italia politico economici militari culturali, con evidenza al corridoio Imec, la necessità della pratica  dell’internazionalismo proletario. La mostra ha colpito l'attenzione e l'interesse di compagni e studenti partecipanti al presidio.





sabato 26 settembre 2026